Com’è la vita di un Credulone Seriale di Bufale

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Il web è il paradiso delle bufale, dove perfino una notizia come “Belen vestita dalla testa ai piedi” può essere presa sul serio e condivisa da milioni di utenti attraverso vari social network. È normale credere alle bufale, può capitare se sono studiate e confezionate in maniera credibile e professionale; diverso è incorrere in bufale grossolane. Tipo quella che ci dice che una foto può immortalare l’anima che esce dal corpo nel momento della morte. Ma hai mai immaginato com’è la vita di un credulone seriale di bufale?

Tempo Libero

Il credulone di bufale non può scrivere stati su Facebook. Infatti la sua bacheca è piena zeppa di messaggi minatori verso Mark Zuckerberg, in quanto con cadenza oraria ci tiene ad intimargli che “con il seguente messaggio, a partire da oggi alle 4:14, non permetto a Facebook di usare miei immagini o informazioni passate, presenti o future”. Quindi il credulone non inserisce fotografie perché il social gliele ruba, non scrive per non essere controllato, non tagga gli amici perché potrebbero denunciarlo per appropriazione indebita di selfie. E tanto tra tre giorni Facebook è a pagamento e mi cancello.

Vita di coppia

L’uomo che crede alle bufale pubblicate sui social, marito o fidanzato che sia, ha un unico e solo pensiero ricorrente, che lo tartassa da mattina a sera, rendendogli la vita impossibile. Si sveglia e si addormenta con la medesima ossessione: l’extracomunitario che gli stupra moglie e figli. “ASSURDO SCHOCK entrano in casa e violentano anche il cagnolino”, ha letto su cicredisolotu.com.  Figlie in casa prima delle 21:00 in estate e prima delle 17:00 in inverno, perché ha letto che quei BALORDI preferiscono colpire al tramonto; moglie coperta fino al collo per tutte e quattro le stagioni. Perché se ti va bene l’extracomunitario MERDA viene LINCIATO DALLA FOLLA, ma se ti va male muori senza pietà – BASTARDI FIGLI DI PUTTANA!!.

Personaggi famosi

Il credulone di bufale non lo ammetterà mai, ma fa confusione a distinguere i personaggi celebri vivi da quelli morti. Quante volte è morto Pippo Franco? E quello che c’è in giro è la copia o l’originale come Paul Mc Cartney? PURTROPPO LA TRISTE NOTIZIA, quante volte lo avrà letto senza aprire il link, ma vedendo solo la faccia del suo attore preferito? Oggi il credulone è spaesato, si trova nel limbo e non sa riconoscere i morti dai vivi. Nei casi più gravi – da credulone a complottista- c’è la variante del marketing pubblicitario dietro la morte di Eco.

Vacanze al CARA

Le immagini di Ibiza come meta del turismo e della trasgressione rappresentano un patetico e sbadito passato. Il divertimento è altrove: fiumi di Mojito, sexy ballerine dalla pelle color ebano, twerking spinto e tequila, sale e limone a pioggia. Non c’entrano nulla né il Pachà, né l’Amnesia. Perché il credulone seriale di bufale preferisce prenotare le sue vacanze attraverso internet e in particolar modo recensendo le location grazie agli articoli sui migranti. La tappa cool del 2017 è il Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Lampedusa. Sole, mare, panorama ed in più lo Stato ti passa anche cellulari, jacuzzi, cocktail, tv 3D, Playstation, iPhone, videopoker e con gli spiccioli anche una cannetta di marijuana. Oltre a tutti questi servizi, se sei extracomunitario, lo Stato – che già ti compra le sigarette formato 20- ti allunga pure 35 euro per i vizi.

Il denaro

Sforbiciata ai conti correnti inferiori a 20 mila euro; taglio del 20% ai conti compresi tra 1000 e 23 mila euro; taglio del 90% sul 20% dei conti correnti italiani pescati random durante l’edizione del martedì de L’eredità. Così il credulone seriale di bufale non trattiene un euro in banca o in posta. Quando parla col direttore lo registra con un microfono nascosto e quando fa la spesa non prende nemmeno la tessera punti del supermercato. Perché è un attimo, poi prendi il vizio e ti fai tutte le altre carte. E te le clonano gli zingheri attraverso l’ipnosi.

L’ISIS

Combattere l’Isis è più facile che combattere l’acne. Infatti, secondo le fonti del credulone seriale di bufala, basta non odorare i campioncini infetti che i tagliagole hanno posizionato nelle profumerie o basta non abbeverarsi dall’acqua dei pozzi, inquinati e avvelenati dagli uomini del Califfato. Per di più basta non essere parlamentari, perché l’ISIS ha promesso già 4098643 volte di voler tagliare la testa ai politici.

Volontariato

C’è l’amico del cugino dello zio del vicino di casa del marito della cugina di Pietro che soffre di una grave patologia chiamata Buffalobis Cangiantis. Questa patologia si cura attraverso l’invio di un sms di solidarietà con la scritta “Alzati e cammina”. Ma il credulone deve far presto, perché contestualmente serve del sangue presso l’ospedale di Grumo Appula. Gruppo B. o C. o Y.  o A. L’importante è che se beve, insomma.

La legge

IL rapporto del credulone seriale di bufale è altalenante. Non si contano le sentenze della cassazione taldeitali che nell’ordine ha dichiarato illegali le olive sulla Margherita o lo sputo dopo un caffè amaro. Al contrario i giudici hanno assolto quel magrebino che ha ammazzato due bambini dopo averli stuprati e ha condannato all’ergastolo il padre che, giunto sul posto, ha ingiuriato con frasi offensive e xenofobe il carnefice.

La politica

Non si sa perché per il credulone seriale di bufale i politici lavorino di notte. Perché  è sempre di notte, e di nascosto, che introducono norme per alzarsi gli stipendi o recuperare vantaggi attraverso i rimborsi. Se la votazione sui benefici dovesse succedere di giorno, magari alle 11:30, nessuno ci crederebbe. Sarà per questo che ci riescono sempre.

Illuminante come sempre, anche Francesco De Gregori, in Buffalo Bill del 1976, fece un ritratto del Credulone seriale di Bufale (CSB): “Credulone e romantico, con due baffi da uomo; se avessi potuto scegliere tra la vita e la morte, tra la vita e morte avrei scelto… la Bufala”.

 

Chi ti scriverà i messaggi di auguri a Natale

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Della serie #nataleconansia. Messaggini di auguri, dal precoce al mistico; dal pornografico all’artista. Cosa arriverà sul tuo telefono cellulare nella notte tra il 24 e il 25 dicembre? Macedonia già lo sa. E tu che messaggiaro sei?  La magia del Natale si scontra con problemi molto più pratici e meno aulici: che ci scrivo nell’sms di auguri?

Trapattoni. Ama il catenaccio, le catene nel caso specifico. Allora nel giorno di Natale te ne invia sei o sette perché mai sia che Gesù Bambino si offenda o non si prodighi per un miracolo spettacolare proprio nel giorno del suo compleanno.

Il confuso. Ti invia gli auguri di Natale augurandoti tanta felicità per il nuovo anno. Rimani spiazzato, anche perché a Capodanno è tra i primi a scriverti. Gli rispondi con un “buona Pasqua” risolutore.

Il mistico. Riesce a scrivere “Natale” in mille modi diversi. Religioso impeccabile, il suo augurio (rigorosamente non su whatsapp ma per messaggio di testo) è lungo almeno 300 caratteri, nei quali ti perdi dopo Pace e Amore (rigorosamente con l’iniziale in maiuscolo).

Gli ex. Storie drammaticamente finite con corna, vendette, tentati omicidi. Tutto risolto in un solo messaggino whatsapp perché a Natale si è più buoni. La non risposta è consigliabile, ma sempre inascoltata, perché il 25/12 entri in un uragano di buonismo che ti spazza via senza avere la minima idea di dove tu possa atterrare.

Il numero sconosciuto. 90 volte su 100 è il primo a farti gli auguri. Non ne salta uno: compleanno, Pasqua, Natale, Capodanno, addirittura Ferragosto. Non conoscendo il mittente lo hai memorizzato col nome “auguri” perché non trovi mai le parole per chiedergli “chi sei?”. Rispondi in modo impersonale ma affabile.

A te e famiglia. Anche se sei orfano, “a te e famiglia”, a Natale, è più quotato di Last Christmas.

Il precoce. Ti avvicini al gran cenone, in sottofondo Bublè scalda le corde vocali e l’albero di Natale non ha radici ma pacchi. Il cellulare, posato chissà dove, inizia a suonare. Sono le 20:00 del 24 dicembre e trovi i primi messaggi di auguri. Cristo nascerà due ore dopo, ma non fa niente. Il primo a scriverti anche quest’anno è sempre lui: il precoce.

Lo stalker. Whatsapp, messaggio di testo, wall di Facebook, gruppi su Telegram. Mille auguri in mille modi diversi. Perché il Natale quando arriva, arriva. E lo devi sentire. Sempre e ovunque.

Il ctrl+v. Le frasi ad effetto che si sprecano; l’ateo che ti manda auguri per la nascita di Gesù; l’analfabeta che ti spiega il senso intimo della Bibbia e dei vangeli in un tweet. Il denominatore comune è Google, da cui attingere qualcosa da riciclare.

L’artista. Sette asterischi, dodici slash, quattro underscore, trentatre punti, due esclamativi e quindici punti e virgola. Ne viene fuori, e non sai come e non sai in quanto tempo, un Babbo Natale con tanto di renne, camino, pacco regalo e squadra di elfi. Rimani sotto shock pensando a chi sia stata il primo a progettare quell’opera d’arte che sarà usata da milioni di persone senza riconoscere alcun merito all’artista.

I porno auguri. In qualche gruppo whatsapp nascosto, tra quelli del lunedì di calcetto o dei single, c’è sempre la mandria di babbe natale nude. La versione erotica viene sostituita dopo pranzo, il 25 dicembre, con i porno natalizi che corrono di telefono in telefono più veloci dei re magi e della stella cometa.

Senza gioie. Un banalissimo “Buon Natale”. Senza nemmeno l’ebbrezza del punto esclamativo, senza un nome che accompagni lo scarno messaggio. C’è scritto “Buon Natale” ma potrebbe tranquillamente essere un “vaffanculo” per lo scarso entusiasmo che traspare. Ma è Natale, e apprezzi lo sforzo. Quindi rispondi con “Grazie, anche a te”. Magari aggiungendoci “e famiglia”.

Il parolaio. Una lunga scia di barzellette e filastrocche inondano i cellulari di tutto il mondo. Rime baciate e veri e propri sonetti natalizi. Tutto ciò che addirittura riesce a far rimpiangere il “senza gioie” di cui sopra.

La polemica (solo su social). Tra auguri e riflessioni, arriva il polemico. “Ah questa festa del consumo, dell’apparire e del buonismo, ma poi domani tornerete a fare le iene come sempre”.  159 like, 383 commenti, faide familiari a mezzo social. Ed è già 26 dicembre.

Come prepararsi allo tsunami di auguri di Natale sul cellulare? Buttando via la scheda. Non c’è altra soluzione. Pace.

 

 

 

 

 

 

Perchè il Natale, al sud, mette ansia

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Il miracolo nella 34esima strada, i fiocchi di neve che accarezzano le finestre, le candele che illuminano la chiesa in Mamma ho perso l’aereo, la muta dichiarazione d’amore in Love Actually, la giustizia serena di Una poltrona per due, la voce di Michael Bublè che anima l’albero di Natale, l’immobile frenesia dei presepi, Ooh Happy days, la cioccolata calda a colazione.

È il Natale che si è conficcato in testa attraverso film, cd e tradizioni. Ma l’angelica e appagante preparazione al 25 dicembre, al sud, diventa sostanzialmente una messa nera, un antipasto di terrore e ansia straziante. Perché il giorno di Natale, al sud, non inizia con la colonna Last Christmas a scandire il risveglio, ma prende avvio alle 6:30 con un urlo di tua madre che, in cucina, ti ricorda: “E’ tardi”. Alle sei e trenta è tardi.

Al Sud, a Natale e solo a Natale, è sempre tardi. Solo l’antipasto sfamerebbe tre quarti di Africa. Ma per preparare il pranzo non c’è tempo, all’alba sei già fuori dal ruolino di marcia. L’esercito degli ospiti arriverà alle 13, ma saranno talmente numerosi che al dolce sei ancora a fare gli auguri di Buon Natale perché non vuoi saltarne nemmeno uno: “Noi ce li siamo già fatti gli auguri?”.

La preparazione del cibo è affidata alla donna di casa, mentre alla restante parte della famiglia è affidata la sistemazione logistica della “tavolata”. Perché “quest’anno ci sono anche i cugini di tuo padre, Zia Franca e zio Saverio”. Quindi siamo in 34. “E no, ci sono pure i figli”. Parenti di cui non conosci l’esistenza ma che poi, dopo qualche ora, scopri essere stati pilastri della tua infanzia prima di sparire nel nulla.

Se hai tra i 20 e i 25 anni le domande virano su fidanzata e laurea. Dopo i trent’anni è un’inquisizione. Lo zio diventa Tomas de Torquemada, il suo chiedere si fa tortuoso, la curiosità viene soppiantata dal giudizio, una risposta vaga potrebbe diventare prova a sfavore, una risata al posto sbagliato una etichetta da portarsi a vita. “Come mai hai trent’anni e non hai una ragazza?” (ossia: “Ma ti piacciono le ragazze?” o “Ti ha tradito la ex perché ha scoperto che sei gay?”). Mentre cerchi di sgattaiolare tra gli ostacoli dell’inquisitore, il tavolo inizia a mormorare. Mettere sedute trenta persone così disomogenee è il vero miracolo di Natale, che si ripete ogni anno senza che a nessuno sia mai stata riconosciuta un’aura di santità.

Occhiate e frecciatine nella zona est della tavolata, perché al sud non lo dimentica nessuno quel mancato invito a Pasqua del 1992; e nemmeno quella volta in cui nel 1989 il cognato della cugina della zia arrivò con ritardo al cenone di Capodanno e dopo 27 anni ha pure la faccia tosta di ripresentarsi. Ma vabbè. Si va oltre, ma non completamente. E nemmeno a Natale. Il pranzo scende giù insieme al vino e ai bevitori di occasione che arrossiscono al secondo sorso. Alle 15:30 sei stremato. E invece è solo il primo primo. Non è una ripetizione. Poi arriva il secondo primo. In quel momento il trentenne è accerchiato dallo zio inquisitore (“ma non ti sei ancora laureato?” alias “sei stupido?”), dalla cugina con 4 figli che vogliono illustrarti proprio in quel momento tutti i regali ricevuti, e dalla nuova moglie del cugino (la new entry) su cui è giunta come un avvoltoio la moglie dell’inquisitore che ti tiene sotto torchio da ore. In quel momento si respira solidarietà nell’aria, ma non perché è Natale.

Alla frutta pensi: “E’ fatta”. E invece no. Perché c’è la frutta secca, su cui si apre il dibattito: “Va prima o dopo la macedonia?”. Il punto a te pare un altro: “ti ci entra pure la frutta secca in quello stomaco?”. Ma non lo dici, intontito dalla pesantezza del cibo pensi solo a scampartela. (“Mangi poco, ci tieni alla linea”, ti dice zio Torquemada, che nel pensiero conclude la frase pensando “mangi poco come le donne”).

Alle 17 arrivano i dolci. Non il dolce. Se al sud chiedi: “Panettone o Pandoro?” leggeresti l’imbarazzo sul volto di tutti i commensali. Ed in quel momento lo zio inquisitore aggiungerebbe un altro tassello al mosaico di te che sei omosessuale e ti dai da vivere facendo la drag queen. Il dolce, al sud, è tutto ciò che di calorico è stato creato e inglobato in un solo alimento. C’è gente che, durante il pranzo natalizio, è entrata sana ed è uscita in dialisi.

“Sai giocare a carte?”, ti chiede l’inquisitore (alias “visto che non ti sei laureato, sai almeno contare le carte?” o “anche a voi gays piace giocare così?”). In quel momento estrai immediatamente un mazzo di carte che avevi preventivamente messo al tuo fianco, perché – morire per morire- almeno eviti la tombolata e cadi da eroe durante il Mercante in fiera. Le puntate massime arrivano a 50 centesimi, mentre nell’altra stanza il tavolo da poker o di stoppa non sa che di lì a breve distruggerà famiglie, conti correnti, futuro di bambini che non avranno più possibilità di studiare a causa dei debiti di quel famoso Natale 2016. Ma si va, il giro di amari rende calda l’atmosfera. Lo zio inquisitore non va tra gli uomini a giocare duro, perché deve carpire, pedinandola, la tua inclinazione sessuale, che a te tra l’altro pare pure evidente. Ma tu – ingenuo- ancora non lo capisci e lo credi amico.

Dopo 3 ore e 45 minuti riesci a vincere il piatto: le 33 persone rimaste a giocare al Mercante in Fiera ti hanno fruttato ben 5,65 euro (qualcuno ti ha derubato degli spiccioli). “Fortunato al gioco, sfortunato in amore”, ti chiede l’avvoltoio inquisitore che vuole ancora sincerarsi della tua sessualità. Alle 19.30 fa ingresso la merenda: il panettone. Mentre i duri e puri richiedono il bis del dolce fatto da zia Filomena, se si può avere eh.

Arrivano le 20:00 e sei ubriaco di amari. L’aria si è fatta pesante. Fuori nevica ma dentro sembra di essere a Rio de Janeiro, con bambini che saltano, persone che urlano, gente inghiottita dal divano che nemmeno nei priveè dell’Old Fashion dopo aver sbocciato, festeggiamenti olimpici perché il doppio cavallo fa cucù. Vedi agitarsi persone a mezza manica anche se fuori ci sono -2 gradi. Dov’è Michael Bublè, ti chiedi; dov’è l’accogliente casa dei pranzi composti, dei sorrisi familiari, dei film con alberi di Natale addobbati? Alle 21:00, mentre tutti stanno andando via, casa tua sembra Aleppo dopo un raid delle truppe di Assad. Corri in camera a prendere il cellulare e trovi notifiche ovunque, anche tra i calzini e nelle mutande. Il silenzio viene interrotto da tua madre che ti chiede cosa vuoi per cena. E subito ti parte un conato di vomito all’idea di poter ingurgitare ancora qualcosa.

Lo zio avvoltoio inquisitore ha dimenticato il cappello, e prima di varcare nuovamente l’uscio ti fa il suo personalissimo augurio di Natale: “Non ti preoccupare, non dico niente a nessuno. Anche se ti piacciono gli uomini ti voglio bene. Pure tuo cugino era così, magari ti può aiutare. Buon Natale”. Non opponi nemmeno resistenza, non provi nemmeno a controbattere. L’ansia ti ha sopraffatto. E non sai ancora cosa fare a Capodanno.

Test per scoprire cosa voterai al referendum (sei Alice, Carlo o Truman?)

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Meno due giorni al referendum costituzionale ed è caccia agli indecisi. Tra le ragioni del sì e quelle del no, tra le mistificazioni dei favorevoli e quelle dei contrari, bisogna scegliere col cervello. Ecco una guida che ti aiuta a decidere consapevolmente senza correre il rischio di essere strumentalizzato. Il test è affidabile al 99.5%.

È dicembre, i primi fiocchi di neve ci ricordano che tra poco è Natale.

  1. a) Colpa delle Scie Chimiche.
  2. b) La neve non è il massimo quando sei raffreddato, ma meglio di niente è.
  3. c) Non è più la neve di qualche anno fa, la consistenza è diversa. Meglio le nevicate di prima.

 Una bella donna ti tampona

  1. a) Vuole simulare un finto sinistro e imbrogliare la compagnia assicurativa
  2. b) Mi ha distrutto la macchina appena comprata, ma almeno è una bella donna
  3. c) Queste donne di oggi sono tutte zoccole

Sei a cena in un ristorante e il conto è salatissimo

  1. a) Mi hanno scambiato per un cinese, perché la mafia cinese può permettersi certi conti
  2. b) Bè, però era più salato il primo piatto, quindi va meglio.
  3. c) Non ci sono più li zozzoni dove panino e birra ti costavano 5 euro al massimo?

Al primo appuntamento cosa fai?

  1. a) Non la porto a cena perché potrebbe venire con me soltanto per interesse
  2. b) Mi ha fatto aspettare un’ora e mezza e ho speso un patrimonio. Poi è tornata a casa ubriaca con uno che nemmeno conosceva. Buon per me, sempre meglio che passare il martedì in casa a vedere la tv.
  3. c) Come facevano gli antichi: ci provo al 5° minuto dall’ingresso in campo e chiudo la partita.

 Chi è Renzi?

  1. a) Un burattino degli USA giostrato dalla Germania e da tre quarti di Francia (che ha il diritto di riscatto anche sulla Boschi e Pogba)
  2. b) E’ Gesù, ma in più sa usare anche i social.
  3. c) La parolaccia che Berlinguer direbbe più spesso.

RISULTATI

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TRUMAN. Sei complottista convinto e anche un po’ paranoico. Sei tra gli indecisi perché nel tuo mondo a forza di complotti non hai più nemmeno la certezza che la tua famiglia sia effettivamente reale. Aspetti il giorno in cui, facendoti forza, attraverserai l’oceano per sbattere contro i muri degli studi del Truman Show. Fino a quel giorno- quando finalmente potrai dire “avevoragione”, la tua vita sarà sospesa. Non voterai.

Se ha vinto la B)alice

ALICE. Nel paese delle meraviglie, il profumo dell’ottimismo. La parola di Renzi si fa verbo, la prospettiva del PD si fa miracolo, gli iscritti ai circoli sono santi e tutto è fantastico. Al posto della Madonna, nel presepe, metti la Boschi accerchiata dal bue e l’asinello (Travaglio e Di Maio). C’è sempre qualcosa di profumato che i rosiconi vogliono insozzare. Non glielo permetterai. Col sorriso. Voterai SI.

Se ha vinto C)

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CARLO. Avevi quasi due anni e tutti erano intorno a te. Aspettavano la prima parola. Avevi iniziato a sillabare da qualche giorno “ma…ma…ma”. Intrepidi attendevano che completassi il “mamma”, ma hai sorpreso tutti quando hai pronunciato “ma…ma…Marx”. La costituzione è il tuo kamasutra, la difendi che nemmeno Dino Zoff a Spagna 82 e rimpiangi i comunistidiunavoltacheogginoncisonopiù. Voterai NO.

 

 

Patologie social da referendum

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Giorno e notte la speranza è soltanto una: rendere infinita questa campagna referendaria, magari con un posticipo inaspettato ad aprile 2017, in modo tale che le posizioni del sì e del no possano regalarci ancora momenti di puro divertimento e di puro delirio.  Ciò che scaturisce dal vortice del voto è qualcosa di unico, che sfocia nel patologico. Soprattutto sui social, dove nessuna legge Basaglia potrà fermare il flusso di coscienze.

Queste le patologie più frequenti sui social nei giorni di campagna elettorale.

Il weblecchino. Se uno scrive “Renzi sei uno stronzo”, il weblecchino parte alla carica: “Ma come ti permetti? Ma chi ti credi di essere”. Nella speranza che un giorno, proprio come Papa Francesco, il Premier prenda il telefono e lo chiami per dirgli: “Figliolo, in verità…in verità ti dico che sei tu il leccaculo dei miei sogni”.

L’ignorante vissuto. “Che palle sto referendum”, “Avete rotto con il sì o con il no, tanto non cambia niente”. Ed è inutile spiegare che in realtà mai come questa volta Sì e No hanno un peso ben definito, perché lo step successivo è il complottismo becero.

Il complottardo. Se vince il Sì è merito dei poteri forti; se vince il No è perché sti politici sono dei ladri e non vogliono fare le leggi anti-casta. E la colpa è nostra che non imbracciamo i fucili perché tutti colpevoli nessun colpevole.  Nel 90% dei casi la chicca mina le fondamenta della democrazia: “Ah, perché tu non sai che le tessere elettorali contengono microchip controllati dagli USA che hanno colonizzato l’Italia dopo la Guerra Mondiale?”.

Il bufalaro.  Spocchioso e saccente, se ne esce con una perla che ha letto su informazionegagliarda.com o lacensuracifaunapippa.net.  “Ah, perché non lo sai che a in provincia di Termoli hanno trovato il cugino di Renzi che trasportava tessere referendarie già contrassegnate?”.

I #vabbèma…  in un botta e risposta. Ma Verdini è condannato, #vabbèma Grillo non può governare;  ma la riforma è illeggibile, #vabbema che c’entra, poi magari la riscrivono meglio tra qualche anno; ma i maggiori costituzionalisti sono contrari, #vabbèma sono vecchi tromboni; ma la riforma determinerebbe conflitti di attribuzione, #vabbèma allora sei contro il cambiamento.

 I copiaincolla. Aspettano l’articolo del giornalista prediletto per ripetere sui social e stesse battute e le stesse frasi come fossero loro ad averle scritte. Magari anche la stessa ironia, spacciandola per farina del proprio sacco. Perché, sì, siamo tutti una squadra.

L’opinion leader. Seguito da massimo 2500 persone, tra l’altro aggiunte random su Facebook quasi a livelli di stalking,  scrive status pro- SI/NO ogni 49 minuti pensando di poter spostare folle e convincere internauti sulla base di papiri lunghi oltre 3000 battute (spazi esclusi). Va a dormire pensando: “Fiuuu, oggi abbiamo assoldato altre 30 persone. Ho stanato i ribelli e domani sarà un’altra grande giornata di battaglia”.

L’indignato seriale. “Che schifo”, “che vergogna”. Il passa attraverso la sproporzione di spazi sui tg nazionali? Che schifo. Il no passa attraverso le cosce della Boschi? Che vergogna.

A me mi piace Mentana. A me mi piace Mentana perché fa un telegiornale serio. Guardi il tg La7? No, leggo gli stati su Facebook.

La fobia dell’omofobia. “Renzi/Grillo, ma vaffanculo”. No, errore, non ditelo mai in presenza di strumentalizzatori d’apparato. Apriti cielo. “Vaffanculo significa vai a fare in culo; cioè alludi a rapporti anali, simbolo per antonomasia dell’amore omosessuale. Quindi sei omofobo. Anche un po’ nazista. E forse forse meni pure tua moglie. Vigliacco”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fenomenologia dei Pacciani 2.0 di YouTube: i guardoni di gameplay

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È una nuova moda del video sharing, che asseconda l’onanismo travolgente di questi piccoli Pacciani di YouTube. Un fenomeno che andrebbe analizzato, studiato, comparato. Centinaia di migliaia di ragazzini, per lo più nella fase adolescenziale, preferiscono guardare i cosiddetti Gameplay, ossia godono e spendono parte del loro tempo a trastullarsi osservando altri che giocano.

Questi piccoli guardoni del web ammirano gli youtuber che sparano, guidano auto, segnano gol e acquistano pacchetti con la stessa ossequiosa ossessione con la quale si aspettava la seconda serata per spulciare uno scorcio di tetta in Colpo Grosso.
Infimi mostri di Firenze che al posto di spiare le coppiette spiano nelle camerette attraverso uno smartphone o un pc. Dunque, oggi un ragazzino va su YouTube a guardare gli altri che giocano ai videogames. Una pratica che vagamente ricorda il capannello che si creava in sala giochi quando qualcuno inseriva il gettone per combattere in Street Fighter II. Ma l’interazione con chi gioca è del tutto marginale, perché limitata a qualche commento (per lo più di adulazione verso chi gioca), mentre chi giocava a Street Fighter dal vivo veniva martirizzato perché “dovevi fare così e non così”.

Forse ci si ritrova all’ultimo stadio dell’evoluzione di YouTube, dove i contenuti più originali fanno fatica a decollare, mentre i gameplay spadroneggiano incontrastati, tanto che anche chi vuol comunicare delle cose diverse (temi quali sport, aneddoti, politica, satira, parodia) per farsi notare è costretto a parlare mentre in sottofondo girano immagini di videogames giocati da ignoti.

Ed è questa dinamica, ovvero rovistare nel cassonetto del giocato, che ha innescato un’invasione di bimbiminkia sulla piattaforma di video-sharing più famosa al mondo. Questi benedetti bambini del cazzo sono il male del mondo.

Tra i videomaker più noti, su quella piattaforma che ha dato successo a Frank Matano, The Jackal, Willwoosh ed altri, oggi c’è Cicciogamer89. Un ragazzone che mentre gioca al suo videogame preferito nella sua cameretta, accerchiato virtualmente da un’orda di fragili ragazzini guardoni, ci mette la stessa enfasi di Caressa quando commenta le partite della nazionale. Una tristezza talmente condivisa che il suo canale ad oggi conta oltre 1,5 milioni di iscritti ed i suoi video contano mediamente 200mila views, per un totale – dal 2012 a ora- di complessive 454.320.894 visualizzazioni. Roba da rimpiangere il Mein Kampf.

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Qualche tempo fa questo YouTuber è stato salutato da un fan con un cornetto alla nutella in faccia. Una goliardata che ricalca la più classica delle gag di avanspettacolo e che nel mondo reale si è tradotta come una protesta pacifica insieme al lancio della scarpa o delle monetine di craxiana memoria. Il ragazzone è stato “aggredito” e si è presentato in video piangendo (avrebbe 27 anni o giù di lì) e il popolo di guardoni l’ha difeso come Buffon difende i pali, come una suora difenderebbe la sua verginità, come Pupo difende il poker o come Berlusconi difenderebbe le olgettine o tutte le nipoti di Mubarak. Tripudio, solidarietà e autentica disperazione, con progetti di vendetta.

Tutti i guardoni di YouTube hanno per un attimo temuto per il loro beniamino. Con un infortunio del loro idolo avrebbero dovuto iniziare a giocare ai videogames, non guardando altri che lo fanno al posto loro. Pericolo scampato. Il ciccio è vivo e lotta insieme a loro. E per loro. Fiuuuu, meno male che non sono costretti a giocarci per davvero, adesso, ai videogames.

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I 50 tweet (semiseri) di Renzi per il Sì al referendum (se vince il NO…)

refeIl dibattito sul referendum costituzionale entra nel vivo e a spadroneggiare sono gli spot e le estremizzazioni per far passare un messaggio forte e chiaro. Solo che col trascorrere dei giorni la demonizzazione del “no” pare sia sfuggita un po’ di mano, perché tra propaganda, spiegazioni e annunci il 4 dicembre corre il rischio di diventare il nuovo prima e dopo Cristo. O forse il prossimo 2000, quando tutto sarebbe dovuto cambiare – con l’antipasto del temutissimo Millennium Bug- e tutto è rimasto uguale a prima. Ecco cosa vi hanno detto fino ad ora ed ecco cosa invece succederà davvero.

Se vince il NO mi dimetto (Matteo Renzi, premier)

Chi vota NO è come Casa Pound (Maria Elena Boschi, ministro)

Se Vince il NO addio investimenti (John Phillips, ambasciatore USA)

Se vince il NO torniamo indietro di 30 anni (Mario Segni, giurista)

Se vince il NO Berlusconi torna in campo (Roberto D’Alimonte, politologo)

Se vince il NO è peggio della Brexit (Roberto Benigni, regista)

Alcune ipotesi hanno provocato uragani. Altre sembrano intimidazioni. Altre ancora suonano come vere e proprie minacce, tra cui spicca quella del Ministro dell’Interno Angelino Alfano:

“Se vince il NO noi andiamo avanti”.

Cosa cambia se vince il NO? Macedonia è riuscito in esclusiva ad entrare in possesso del piano di comunicazione di Matteo Renzi. Ecco una guida che diraderà tutti i dubbi sul tema del referendum e spiega i disastrosi effetti in caso di esito negativo: sciagure e iatture sul popolo italiano. Come convincere gli italiani a votare sì?

I 50 tweet di Matteo Renzi

  1. Se vince il NO Higuain non arriva a 15 gol
  2. Se vince il NO Striscia la Notizia spoilera anche la prossima edizione di Masterchef
  3. Se vince il NO Francesco Totti si tatua un lupacchiotto
  4. Se vince il NO Internet Explorer diventa automaticamente e per sempre browser predefinito
  5. Se vince il NO Endemol presenta la seconda edizione del Grande Fratello VIP
  6. Se vince il NO Jorge Lorenzo e Marc Marquez vanno nelle scuole a parlare di eduzione allo sport
  7. Se vince il NO Diletta Leotta chiude il profilo Instagram
  8. Se vince il NO la Cristoforetti inizia ad insegnare religione nelle scuole elementari
  9. Se vince il NO Papa Bergoglio abdica in favore di Paolo Brosio
  10. Se vince il NO Pellè titolare fisso in nazionale fino al 2024
  11. Se vince il NO l’Uomo del Monte si dimette
  12. Se vince il NO le Iene portano male
  13. Se vince il NO Adinolfi promuove le telefonate erotiche con Valentina Nappi
  14. Se vince il NO paghi anche il canone per il televideo
  15. Se vince il NO Gianni Morandi chiede il divorzio ad Anna e va a fare la spesa solo di domenica
  16. Se vince il NO Belen Rodriguez si veste
  17. Se vince il NO Gianluca Vacchi balla musica classica con Kledi
  18. Se vince il NO Selvaggia Lucarelli inizia a chiamare tutti quelli che hanno votato Sì
  19. Se vince il NO Fabrizio Corona perdona
  20. Se vince il NO disturbate il sonno di Mattarella (fate piano)
  21. Se vince il NO Beppe Grillo abolisce la regola sugli scontrini e sputtana le indennità in champagne
  22. Se vince il NO tua moglie non ti dirà più “sono pronta tra 5 minuti”, ma “sono pronta tra 10 minuti”
  23. Se vince il NO Maria De Filippi non aprirà più la busta e farà due ore di balli sexy
  24. Se vince il NO raddoppia l’IMU anche sugli alberghi di Parco della Vittoria e Viale dei Giardini
  25. Se vince il NO hackerano il cellulare di Rosy Bindi e ti inviano le foto su whatsapp
  26. Se vince il NO dimentichi il codice pin del cellulare
  27. Se vince il NO lasci il gas aperto in casa
  28. Se vince il NO tutte le mamme non ricorderanno più se “hai mangiato?” e lo ripeteranno in loop
  29. Se vince il NO sarà obbligatorio usare 11!!!11!
  30. Se vince il NO saprai in anticipo cosa fare a Capodanno e a Pasquetta
  31. Se vince il NO Montolivo diventa capitano della Nazionale
  32. Se vince il NO rubare gli accendini diventerà reato punito con pene fino a 13 anni di carcere
  33. Se vince il NO i gay si tramuteranno per legge in pedofili e stupreranno i bambini nelle sagrestie
  34. Se vince il NO Chicco Mentana fa una diretta fino a quando non cambiate idea e votate SI
  35. Se vince il NO i social network dicono che il SI è stato UMILIATO -PAZZESCO- ASFALTATO il SI
  36. Se vince il NO Bruno Vespa fa il plastico della sede del PD
  37. Se vince il NO i complottisti vanno in analisi
  38. Se vince il NO Bruce Willis passa a TIM
  39. Se vince il NO anche se ti lecchi le dita godi solo a metà
  40. Se vince il NO l’uccellino che parla con Del Piero si trasforma in un gufo
  41. Se vince il NO non potete stare senza pensieri
  42. Se vince il NO per le donne non ci sarà più il controllo dei tag sulle foto di Facebook
  43. Se vince il NO i PR dovranno risollevare il morale dell’Italia mandando catene su whatsapp
  44. Se vince il NO Office Word toglie il salvataggio automatico dei file
  45. Se vince il NO oltre al wifi e ai telefoni, gli immigrati chiederanno anche jacuzzi e moijto
  46. Se vince il NO l’aeronautica festeggia con le scie chimiche camuffate da frecce tricolore
  47. Se vince il NO i vegani diventano primo partito in Italia e aboliscono il ragù della domenica
  48. Se vince il NO sarà abolita la bestemmia durante le partite di calcetto tra amici
  49. Se vince il NO i giornalisti dicono che ha vinto il SI
  50. Se vince il NO Chuck Norris ribalta il risultato votando FORSE